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Mastopessi: il lifting del seno

Di Dott. La Rusca

Mastopessi: il lifting del seno

Cos’è una mastopessi e quando si rende necessaria? Cos’ha di diverso dalla mastoplastica? In questo articolo proveremo a fugare ogni dubbio sull’argomento

Il lifting mammario è detto tecnicamente mastopessi, un intervento di chirurgia estetica dedicato al seno e che ha come obiettivo quello di migliorarne la forma e la consistenza.

Questo tipo di intervento si rende necessario quando ci si trova di fronte ad un seno cadente e “svuotato”, problema che si presenta molto spesso dopo una forte perdita di peso o dopo una gravidanza. Il seno, di conseguenza, risulta ridotto di volume e rilassato. Si parla, quindi, di ptosi mammaria, risolvibile appunto con una mastopessi.

Vediamo in cosa consiste l’intervento.

Cos’è la ptosi mammaria e perché c’è bisogno della mastopessi

L’avanzare degli anni, una dieta troppo severa, la gravidanza possono causare la perdita di elasticità del seno e il suo svuotamento. Inoltre, quando si presenta una ptosi, il capezzolo non si trova più all’altezza del solco mammario ma più sotto.

I chirurghi classificano in gradi i vari tipi di ptosi mammaria per decidere quale sia l’operazione giusta per correggere il difetto. Ecco quali sono:

  • Grado I: ptosi lieve, quando i capezzoli sono situati all’altezza del solco mammario o presentano una distanza minore di 2 centimetri.
  • Grado II: ptosi moderata, quando i capezzoli sono situati sotto il solco mammario con una distanza di 3 o 4 centimetri.
  • Grado III: ptosi grave, quando i capezzoli guardano verso il basso e si trovano sotto al livello del solco sottomammario, rappresentando la parte più bassa della mammella. Una distanza dal solco di più di 4 centimetri.

Mastopessi o mastoplastica? Le differenze

Di fronte, quindi, al grado di ptosi e del volume del seno, il chirurgo plastico si troverà a decidere quale sia l’operazione più indicata per la paziente tra una mastoplastica e una mastopessi o entrambe. Quali sono le differenze?

Con la mastoplastica si compie un semplice riempimento del seno tramite protesia mammarie in silicone. Una mastopessi, invece, prevede il risollevamento delle mammelle e lo spostamento dei capezzoli in una posizione normale. Nei casi più gravi, si possono fare entrambi gli interventi.

Mastopessi: in cosa consiste l’intervento

Per correggere la ptosi mammaria tramite un lifting del seno e, quindi, tramite la mastopessi, esistono diversi interventi che differiscono soprattutto per quanto riguarda le cicatrici residue e la scelta di inserire o meno protesi mammarie.

Ad esempio, in caso di ptosi lieve l’intervento sarà eseguito tramite la tecnica del round block che prevede delle cicatrici esclusivamente periaureolari. Per quanto riguarda, invece, una ptosi moderata si avrà una cicatrice che gira intorno all’areola e un’altra verticale che parte dall’areola e arriva al solco mammario. Ancora, nel caso di una ptosi grave, oltre alle cicatrici già descritte ce ne sarà un’altra che seguirà l’interno del solco sottomammario.

L’intervento consiste nella rimozione di una porzione di cute e tessuto mammario adiposo e ghiandolare, a seconda dei casi e della forma che si vuole ottenere. Se è il caso, poi, di inserire anche protesi mammarie, queste ultime verranno posizionate dietro la ghiandola per riempire il seno svuotato. Dopodiché, i tessuti vengono suturati all’interno e all’esterno.

L’intervento dura da un’ora e mezzo alle tre ore al massimo, è indolore ed eseguito in anestesia generale senza intubazione. Tutto termina con una piccola medicazione, l’uso di un reggiseno speciale e, in alcuni casi, una o due notti di ricovero in ospedale.

Cosa fare prima e dopo l’intervento di mastopessi

Prima di un intervento di mastopessi, si dovranno seguire alcune regole semplici. Ecco quali:

  • Fare alcuni esami di routine (elettrocardiogramma, analisi del sangue, ecc)
  • Se ad operarsi sono donne over 40 è consigliabile una mammografia ed un’ecografia al seno
  • Non si assumono aspirine o farmaco con acido acetilsalicilico
  • Non fumare per almeno una settimana prima e dopo l’intervento
  • Comprare un reggiseno elastico della misura adatta per il post-operatorio
  • Dalla mezzanotte del giorno prima dell’intervento è vietato bere e mangiare

Dopo l’intervento, la paziente dovrà indossare il reggiseno elastico, giorno e notte, per almeno 6 settimane e non potrà fare la doccia se non dopo almeno 10 giorni dall’operazione. Inoltre, bisogna stare molto attenti all’esporsi ai raggi solari e farlo solo con la protezione massima e dopo almeno 4 settimane.

Il normale gonfiore sparirà da solo dopo una settimana o al massimo 10 giorni, mentre le cicatrici spariranno in un periodo che varia dai 6 ai 12 mesi.

Mastopessi: possono esserci complicazioni?

Ogni intervento chirurgico ha i suoi rischi, ma le complicazioni della mastopessi sono molto rare e molto spesso risolvibili. A fine intervento, per preiodi brevi, si può rilevare un’asimmetria dei seni, che migliora con lo stabilizzarsi del processo di guarigione.

La mastopessi è un intervento sicuro e risolutivo, un vero lifting del seno che può regalare alla donna nuove sicurezze.

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