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Free Nipple: la campagna americana e l’aumento di richiesta del ritocco ai capezzoli

Di Dott. La Rusca

Free Nipple: la campagna americana e l’aumento di richiesta del ritocco ai capezzoli

Il seno completamente sdoganato da ogni forma di tabù: questo è l’obiettivo della campagna Free The Nipple, che pone l’accento sulla facoltà delle donne di poter mostrare il seno liberamente, senza cioè che vi sia un particolare riferimento sessualizzato.

I capezzoli femminili, infatti, rappresentano ancora troppo spesso una proibizione, qualcosa da nascondere perché interconnesso con la sfera sessuale e privata. È davvero così?

Free The Nipple: la campagna per l’uguaglianza del capezzolo 

La campagna parte dall’America con l’attivista e filmmaker Lina Esco, che attraverso la sua iniziativa è riuscita ad aggregare personaggi famosi come Miley Cyrus, ma anche attori uomini, come ad esempio Matt McGorry, che si battono affinché il seno della donna e, in particolare il capezzolo, sia equiparato a quello maschile.

La libertà di potersi mettere in topless senza essere giudicate oscene è uno dei tabù sociali ancora da sfatare.

La discriminazione del capezzolo femminile, infatti, è appannaggio non solo del pensare comune: basti pensare al disagio provato da molte donne quando i capezzoli si intravedono al di sotto degli abiti; ancora, esistono vere e proprie policy sui social che regolano la pubblicità online in virtù delle quali si vieta l’utilizzo di immagini del capezzolo femminile, mentre quello maschile è accettato.

Ciò accade su piattaforme come Instagram e Facebook, dove sono accettate solo immagini che collegano il seno all’allattamento, oppure quelle in cui il seno presenta una cicatrice dovuta all’asportazione della mammella.

La campagna Free The Nipple, pertanto, si impegna, attraverso la diffusione di materiale culturale, tra cui anche film, foto e testimonianze, a ristabilire una sorta di uguaglianza globale mediante i tabù che contribuiscono a creare differenze di genere.

Dalla battaglia sociale al ritocco: quando dalle battaglie sociali si creano delle mode

C’è chi abbraccia la campagna Free The Nipple per i suoi contenuti ideologici e sociali, e c’è chi invece ne trae un’occasione per lanciare una nuova moda.

Così come il seno, anche i capezzoli variano da donna a donna e non sempre la forma turgida è un dono naturale.

Tuttavia, proprio il desiderio di uniformarsi a questo nuovo ideale estetico ha fatto sì che molte donne intervenissero sul proprio corpo per avere capezzoli turgidi e pieni. Tra le problematiche da correggere ci sono quelle relative ai capezzoli piatti o poco sporgenti.

Come si interviene per la correzione dei capezzoli?

Ogni caso rappresenta particolarità peculiari, pertanto va analizzato e preso in esame da un chirurgo serio e qualificato. Tra gli interventi che possono essere effettuati troviamo:

Mastoplastica additiva

Come procedura, la mastoplastica tende a spingere i tessuti verso l’esterno. Inserendo la giusta tipologia di protesi si può ottenere un effetto con capezzoli più sporgenti.

Filler

Con questa tecnica si effettua un impianto di acido ialuronico come riempitivo. Il prodotto come nelle labbra è biodegradabile e si deve ripetere una volta all’’anno. È una tecnica ambulatoriale, di facile esecuzione, e ripetibile nel tempo

Correzione chirurgica del capezzolo

In questo caso parliamo di un intervento che viene effettuato quando ci si trova di fronte a capezzoli piatti o introflessi. Tale pratica si esegue presso un ambulatorio chirurgico, in Day surgery, e dal recupero immediato. Unica controindicazione è la perdita della possibilità di allattare.

Intervento per capezzoli turgidi: è sempre possibile?

Prima di ricorrere alla chirurgia dobbiamo considerare che i capezzoli rappresentano una zona molto delicata. Prima di procedere è quindi importante rivolgersi a un chirurgo specializzato che possa approcciare alla questione in maniera scientifica, guidando la paziente passo dopo passo in questo percorso.

In alcuni casi, il chirurgo potrebbe sconsigliare il ricorso all’intervento, soprattutto se la paziente desidera programmare una gravidanza in tempi brevi oppure se ci si trova di fronte a una donna con un’età giovane.

Bisogna anche diffidare di chi propone interventi a prezzi stracciati, perché potrebbero essere la spia di una possibile truffa o di operazioni non eseguite a regola d’arte.

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