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Mastoplastica additiva: protesi rotonde o anatomiche?

Di Dott. La Rusca

Mastoplastica additiva: protesi rotonde o anatomiche?

Quando una donna decide di intraprendere un percorso per l’aumento volumetrico del seno esistono tanti fattori che un bravo chirurgo estetico deve tener presenti. C’è una componente psicologica inerente alla necessità della paziente di acquisire fiducia in sé stessa e nel proprio corpo, e c’è poi un aspetto riguardante le aspettative.

Spesso la paziente entra nello studio del chirurgo con un’idea ben precisa rispetto al risultato da voler raggiungere. Un chirurgo che segue le proprie clienti con professionalità ha il compito di creare il giusto equilibrio tra aspettative e realtà, prendendo per mano la paziente e guidandola, attraverso dei test e delle prove, a confrontare eventuali risultati e a capire come cambia il proprio aspetto in base alla protesi inserita e in base alla grandezza massima che il seno potrebbe assumere.

La scelta delle protesi: rotonde o anatomiche? Ecco le differenze

Diciamo subito che non esiste una scelta giusta in assoluto, ma piuttosto ogni caso va valutato rispetto al tipo di risultato che la paziente vuole ottenere. In tal senso, un chirurgo estetico che lavora con professionalità dovrà anzitutto spiegare alla propria assistita questo aspetto.

Prima di parlare delle differenze, vediamo come sono fatte le protesi per il seno per la mastoplastica additiva. Diciamo subito che le protesi mammarie sono sicure. Il loro uso è ormai consolidato e studiato dopo oltre quarant’anni di applicazione, quindi sappiamo come si comportano all’interno del corpo e sappiamo anche che il loro utilizzo non comporta alcun pericolo per la salute.

Inoltre, le protesi mammarie, proprio per la loro natura, non interferiscono con gli esami diagnostici che interessano il seno. Altre tipologie di intervento come il lipofilling o l’uso di acido ialuronico possono invece interferire con il corretto rilevamento di anomalie in sede di ecografia o di esami che riguardano il seno.

Nel dettaglio, le protesi non hanno alcuna incidenza sullo sviluppo di tumore alla mammella e non influiscono sull’allattamento. Le protesi sono fatte con un guscio e un gel coesivo presente all’interno.

Il gel è detto coesivo proprio perché la sua caratteristica è quella di rimanere all’interno della protesi anche nel caso in cui quest’ultima dovesse rompersi. Le protesi, sia di forma rotonda che quelle anatomiche, sono testurizzate e porose, questo per favorire l’interazione con l’organismo.

La differenza di forma, invece, è sicuramente decisiva per il tipo risultato e di effetto che vogliamo ottenere. Vediamo come sono fatte le protesi rotonde e quelle anatomiche, e quando va applicata l’una o l’altra.

Come è fatta e quando si usa una protesi rotonda per il seno?

Come possiamo già capire dal nome, la protesi rotonda ha una forma piena e un contorno unico. Il punto di massima proiezione è collocato proprio al centro di essa. Rispetto alla protesi anatomica, le protesi rotonde hanno un polo superiore maggiormente riempito.

Le protesi rotonde conferiscono al seno un determinato aspetto dovuto a un aumento di volumi uniforme che coinvolge tutti i quadranti mammari. Il risultato finale sarà un effetto push up.

La protesi rotonda è indicata in quelle situazioni in cui bisogna intervenire con l’aumento volumetrico del polo superiore.

Come è fatta una protesi anatomica per il seno?

La protesi anatomica per l’aumento volumetrico del seno si contraddistingue per la forma peculiare a goccia, più piena nella parte sottostante e più sottile nella parte superiore. La forma è dovuta alla distribuzione della massa all’interno del guscio, che risulta meno riempita nel polo superiore.

Se guardiamo in verticale questo tipo di protesi per il seno, ci accorgiamo che la massa si concentra nella parte inferiore per via della gravità. La protesi anatomica, secondo quanto affermato, trova il punto di massima proiezione nella sezione inferiore.

Questa tipologia di protesi per il seno va utilizzata quando ci troviamo di fronte a un polo inferiore poco sviluppato, oppure quando va ricreato il contorno mammario.

Come capire qual è la protesi per il seno giusta?

Un bravo chirurgo estetico effettuerà delle prove prima dell’intervento attraverso l’utilizzo di un body che consente di effettuare la prova delle protesi, che consentirà alla paziente di vedere forma e grandezza.

Tramite la tecnologia digitale, attraverso quindi una ripresa fotografica, sarà possibile creare un modello virtuale. Questa fase consente al chirurgo di effettuare delle simulazioni che permettono di creare sintonia con la paziente e di effettuare un’ulteriore analisi sul tipo di protesi da consigliare per un seno naturale e armonico.

Vuoi conoscere maggiori dettagli sulla tecnica di aumento volumetrico del seno spiegata in maniera semplice e precisa da un chirurgo estetico? Visiona il video del Dott. Ivan La Rusca dedicato alla mastoplastica additiva.

Se invece sei intenzionata a intraprendere un percorso per migliorare il tuo aspetto attraverso un intervento di mastoplastica additiva, contatta il Dott. Ivan La Rusca e richiedi un appuntamento per una consulenza professionale che ti aiuterà a realizzare i tuoi progetti accompagnandoti passo dopo passo verso l’intervento e le fasi di post intervento, per raggiungere i tuoi obiettivi in piena sicurezza.

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