Scopri quali sono i rimedi per curare il dito a scatto

Dito a scatto

Cos'è il Dito a Scatto?

Il dito a scatto è una condizione infiammatoria che colpisce i tendini flessori delle dita, causando dolore, rigidità e uno scatto improvviso durante i movimenti.
Si manifesta quando la guaina tendinea, una sorta di “tunnel” che avvolge i tendini, si restringe e ostacola il loro normale scorrimento.

Alla base delle dita, i tendini flessori sono avvolti da una guaina che consente loro di muoversi in modo fluido — proprio come un filo del freno all’interno della guaina di una bicicletta.

Quando questa guaina si infiamma o si restringe, il tendine fatica a scorrere liberamente. Il risultato? Durante la flessione, il tendine deve “forzare” il passaggio attraverso una parte ristretta chiamata puleggia, generando il caratteristico scatto doloroso.

In casi più gravi, il dito può rimanere bloccato in posizione piegata, costringendo il paziente a raddrizzarlo con l’altra mano — con ulteriore dolore e rigidità.

Sintomi più comuni del dito a scatto

  • Dolore alla base del dito o del pollice
  • Difficoltà a piegare o raddrizzare il dito
  • Sensazione di scatto o blocco durante il movimento
  • Gonfiore o presenza di un piccolo nodulo palpabile
  • Rigidità, soprattutto al mattino

Se avverti questi sintomi, è importante consultare uno specialista della mano per una valutazione accurata.

Come curare il dito a scatto

Molti pazienti cercano online come curare il dito a scatto in modo efficace e duraturo. Il trattamento dipende dallo stadio della patologia:

Trattamento conservativo

Nelle fasi iniziali, è possibile ricorrere a:

  • Terapie antinfiammatorie locali
  • Tutori o stecche per ridurre il movimento del dito interessato
  • Infiltrazioni di cortisone nella guaina tendinea

Questi approcci mirano a ridurre l’infiammazione e a ripristinare il normale scorrimento del tendine.

Trattamento chirurgico

Quando le terapie conservative non bastano, la soluzione più efficace è l’intervento di liberazione del tendine.

Il Dott. Ivan La Rusca, chirurgo plastico a Napoli, esegue questo intervento in anestesia locale e in regime ambulatoriale, con tempi di recupero rapidi e un rischio minimo di recidiva.

L’obiettivo dell’intervento è rilasciare la puleggia ristretta, permettendo al tendine di scorrere liberamente e restituendo piena mobilità al dito.

Dito a scatto: come e perché si verifica

Il restringimento della guaina tendinea, responsabile del dito a scatto, è generalmente dovuto all’uso intenso o ripetuto della mano, che irrita la guaina. Il dito a scatto può essere causato da:

  • Movimenti ripetuti di presa, uso delle forbici o di cacciavite.
  • Piccoli traumi ripetuti, come l’uso di graffettatrici o di timbri.
  • Gotta e artrite reumatoide.
  • Uso professionale degli strumenti musicali.

Le dita più colpite sono l’anulare e il pollice, spesso in maniera bilaterale.

Dito a scatto: come riconoscerlo

Il dito a scatto si manifesta con dolore alla base del dito o delle dita colpite. Il sintomo più comune ed evidente è lo scatto doloroso durante i movimenti, che si verifica di solito dopo il riposo notturno. La situazione tende a migliorare nel corso della giornata, ma comunque può accadere che il dito resti bloccato in posizione piegata o dritta.

Dito a scatto: il trattamento e l’intervento chirurgico

La diagnosi del dito a scatto avviene attraverso il riconoscimento dei segni clinici caratteristici.

Per il dito a scatto esistono due tipi di trattamento possibile:

  • I casi iniziali possono essere trattati con un breve periodo di immobilizzazione e con i farmaci anti-infiammatori.
  • I casi più gravi, in cui lo scatto avviene frequentemente e il dito si blocca, richiedono di essere trattati con un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico per il dito a scatto è eseguito in day surgery e in anestesia locale.
L’intervento consiste nell’apertura della parte ristretta della puleggia, allo scopo di allargare lo spazio a disposizione per lo scorrimento del tendine. L’area operata viene poi ricucita con dei punti di sutura; è possibile l’applicazione di un drenaggio per 24/48 ore.

Dito a scatto: il trattamento post-operatorio

Subito dopo l’intervento, il paziente è posizionato in modo da tenere la mano in alto: l’elevazione dell’arto è importante per prevenire il sanguinamento e il gonfiore delle dita.

È buona norma tenere la mano al di sopra del livello del cuore: da sdraiati si può usare un cuscino per tenere la mano in alto; quando si cammina si deve evitare di lasciar pendolare la mano verso il basso.

Per facilitare la guarigione si può applicare un tutore a sostegno dell’arto operato. Le estremità delle dita vengono lasciate libere, in modo da poter osservare la vascolarizzazione della mano. La rimozione dei punti avviene tra il 14esimo e il 21esimo giorno.

La mobilizzazione precoce del dito è incoraggiata, perché permette un rapido recupero della funzionalità della mano: dopo l’intervento il paziente viene invitato a fare esercizio per muovere il dito operato, ma sempre con cautela ed evitando sforzi e movimenti bruschi. Possono essere prescritti cicli di fisioterapia.

Le cicatrici residue sono inizialmente rosse e rilevate, ma diventano meno evidenti con il passare del tempo. Per proteggerle è importante non esporle al sole per almeno 6-10 mesi dopo l’intervento, proteggendole eventualmente con creme solari a schermo totale.

Dito a scatto: come e perché si verifica

Il restringimento della guaina tendinea, responsabile del dito a scatto, è generalmente dovuto all’uso intenso o ripetuto della mano, che irrita la guaina. Il dito a scatto può essere causato da:

  • Movimenti ripetuti di presa, uso delle forbici o di cacciavite.
  • Piccoli traumi ripetuti, come l’uso di graffettatrici o di timbri.
  • Gotta e artrite reumatoide.
  • Uso professionale degli strumenti musicali.

Le dita più colpite sono l’anulare e il pollice, spesso in maniera bilaterale.

Dito a scatto: come riconoscerlo

Il dito a scatto si manifesta con dolore alla base del dito o delle dita colpite. Il sintomo più comune ed evidente è lo scatto doloroso durante i movimenti, che si verifica di solito dopo il riposo notturno. La situazione tende a migliorare nel corso della giornata, ma comunque può accadere che il dito resti bloccato in posizione piegata o dritta.

Dito a scatto: il trattamento e l’intervento chirurgico

La diagnosi del dito a scatto avviene attraverso il riconoscimento dei segni clinici caratteristici.

Per il dito a scatto esistono due tipi di trattamento possibile:

  • I casi iniziali possono essere trattati con un breve periodo di immobilizzazione e con i farmaci anti-infiammatori.
  • I casi più gravi, in cui lo scatto avviene frequentemente e il dito si blocca, richiedono di essere trattati con un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico per il dito a scatto è eseguito in day surgery e in anestesia locale.
L’intervento consiste nell’apertura della parte ristretta della puleggia, allo scopo di allargare lo spazio a disposizione per lo scorrimento del tendine. L’area operata viene poi ricucita con dei punti di sutura; è possibile l’applicazione di un drenaggio per 24/48 ore.

Dito a scatto: il trattamento post-operatorio

Subito dopo l’intervento, il paziente è posizionato in modo da tenere la mano in alto: l’elevazione dell’arto è importante per prevenire il sanguinamento e il gonfiore delle dita.

È buona norma tenere la mano al di sopra del livello del cuore: da sdraiati si può usare un cuscino per tenere la mano in alto; quando si cammina si deve evitare di lasciar pendolare la mano verso il basso.

Per facilitare la guarigione si può applicare un tutore a sostegno dell’arto operato. Le estremità delle dita vengono lasciate libere, in modo da poter osservare la vascolarizzazione della mano. La rimozione dei punti avviene tra il 14esimo e il 21esimo giorno.

La mobilizzazione precoce del dito è incoraggiata, perché permette un rapido recupero della funzionalità della mano: dopo l’intervento il paziente viene invitato a fare esercizio per muovere il dito operato, ma sempre con cautela ed evitando sforzi e movimenti bruschi. Possono essere prescritti cicli di fisioterapia.

Le cicatrici residue sono inizialmente rosse e rilevate, ma diventano meno evidenti con il passare del tempo. Per proteggerle è importante non esporle al sole per almeno 6-10 mesi dopo l’intervento, proteggendole eventualmente con creme solari a schermo totale.

Dito a scatto: come e perché si verifica

Il restringimento della guaina tendinea, responsabile del dito a scatto, è generalmente dovuto all’uso intenso o ripetuto della mano, che irrita la guaina. Il dito a scatto può essere causato da:

  • Movimenti ripetuti di presa, uso delle forbici o di cacciavite.
  • Piccoli traumi ripetuti, come l’uso di graffettatrici o di timbri.
  • Gotta e artrite reumatoide.
  • Uso professionale degli strumenti musicali.

Le dita più colpite sono l’anulare e il pollice, spesso in maniera bilaterale.

Dito a scatto: come riconoscerlo

Il dito a scatto si manifesta con dolore alla base del dito o delle dita colpite. Il sintomo più comune ed evidente è lo scatto doloroso durante i movimenti, che si verifica di solito dopo il riposo notturno. La situazione tende a migliorare nel corso della giornata, ma comunque può accadere che il dito resti bloccato in posizione piegata o dritta.

Dito a scatto: il trattamento e l’intervento chirurgico

La diagnosi del dito a scatto avviene attraverso il riconoscimento dei segni clinici caratteristici.

Per il dito a scatto esistono due tipi di trattamento possibile:

  • I casi iniziali possono essere trattati con un breve periodo di immobilizzazione e con i farmaci anti-infiammatori.
  • I casi più gravi, in cui lo scatto avviene frequentemente e il dito si blocca, richiedono di essere trattati con un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico per il dito a scatto è eseguito in day surgery e in anestesia locale.
L’intervento consiste nell’apertura della parte ristretta della puleggia, allo scopo di allargare lo spazio a disposizione per lo scorrimento del tendine. L’area operata viene poi ricucita con dei punti di sutura; è possibile l’applicazione di un drenaggio per 24/48 ore.