Ginecomastia Uomo

Ginecomastia uomo: cause, rimedi e intervento chirurgico

La ginecomastia nell'uomo è l'aumento anomalo del volume del tessuto mammario maschile, che conferisce al torace un aspetto simile al seno femminile. Questa condizione colpisce circa il 40-50% degli uomini nel corso della vita, con picchi durante la pubertà e dopo i 50 anni.

Se stai cercando informazioni sulla ginecomastia, probabilmente ti chiedi: può regredire spontaneamente? Quali sono i rimedi efficaci? Quando serve l'intervento? Questa guida completa risponde a tutte le tue domande.

Cos'è la ginecomastia: tipologie e classificazione

La ginecomastia è causata da uno squilibrio ormonale tra testosterone ed estrogeni. Non è una patologia grave, ma può causare disagio psicologico e limitazioni nella vita sociale.

Tipologie principali

1. Ginecomastia vera
Aumento del tessuto ghiandolare mammario. Alla palpazione si percepisce una massa dura sotto l'areola. Richiede più frequentemente l'intervento chirurgico.

2. Ginecomastia falsa (pseudoginecomastia)
Accumulo di tessuto adiposo nella zona pettorale, tipica in uomini sovrappeso. Può migliorare con dieta ed esercizio fisico.

3. Ginecomastia mista
La forma più comune, combina aumento ghiandolare e accumulo adiposo.

Classificazione per gravità

GradoCaratteristicheTrattamento
Grado ILieve ingrossamento, no eccesso cutaneoAsportazione ghiandolare
Grado IIaIngrossamento moderato, pelle tonicaAsportazione + liposuzione
Grado IIbIngrossamento + lieve eccesso cutaneoChirurgia combinata
Grado IIIIngrossamento marcato + pelle cadenteMastoplastica riduttiva

Cause della ginecomastia

1. Squilibri ormonali fisiologici

  • Ginecomastia neonatale: 60-90% dei neonati, si risolve in 2-3 settimane
  • Ginecomastia puberale: 50-70% degli adolescenti, regredisce spontaneamente nel 75-90% dei casi entro 18-24 mesi
  • Ginecomastia senile: diminuzione testosterone dopo i 50 anni

2. Farmaci e sostanze

  • Antiandrogeni: finasteride, dutasteride, spironolattone
  • Steroidi anabolizzanti: bodybuilding (causa frequente nei giovani)
  • Altri farmaci: antidepressivi, farmaci cardiovascolari, antiulcera
  • Sostanze: marijuana, alcol, oppioidi

3. Condizioni patologiche

  • Ipogonadismo: ridotta produzione di testosterone
  • Ipertiroidismo: eccesso di ormoni tiroidei
  • Insufficienza epatica o renale
  • Obesità: il grasso converte testosterone in estrogeni

4. Stile di vita

  • Sovrappeso e obesità
  • Sedentarietà
  • Alimentazione scorretta (zuccheri, alcol, cibi processati)

Sintomi e quando preoccuparsi

Sintomi tipici:

  • Aumento volume di uno o entrambi i seni
  • Gonfiore o tensione pettorale
  • Nodulo duro sotto l'areola
  • Sensibilità o dolore al tatto
  • Asimmetria toracica

Consultare urgentemente un medico se:

  • Massa dura e irregolare (escludere carcinoma mammario)
  • Crescita rapida e asimmetrica
  • Secrezione dal capezzolo
  • Dolore persistente e intenso

Diagnosi

La diagnosi prevede:

  1. Visita specialistica: anamnesi, palpazione, valutazione elasticità cutanea
  2. Ecografia mammaria: conferma presenza tessuto ghiandolare, esclude masse
  3. Esami ematochimici: dosaggio ormonale (testosterone, estradiolo, TSH, prolattina), funzionalità epatica/renale

Ginecomastia uomo rimedi: soluzioni non chirurgiche

1. Approccio osservazionale

Quando è indicato:

  • Ginecomastia puberale (sotto i 17 anni)
  • Durata inferiore a 12-18 mesi
  • Assenza di disagio significativo

La regressione spontanea si verifica nel 75-90% dei casi puberali entro 2 anni.

2. Modifiche dello stile di vita

Alimentazione mirata

Cosa mangiare:

  • Proteine magre (pollo, pesce, legumi)
  • Verdure crucifere (broccoli, cavolfiori)
  • Grassi buoni (olio d'oliva, pesce azzurro, noci)
  • Zinco (semi di zucca, carne magra)
  • Fibre (cereali integrali, verdure)

Cosa evitare:

  • Zuccheri semplici e cibi processati
  • Alcol
  • Soia in eccesso
  • Latticini da allevamenti intensivi

Attività fisica

Programma consigliato:

  • Allenamento resistenza: pettorali, spalle, dorsali
  • Cardio: 150-300 minuti/settimana
  • HIIT: ottimizza profilo ormonale
  • Esercizi compound: squat, stacchi (stimolano testosterone)

L'attività fisica non elimina la ghiandola mammaria nella ginecomastia vera, ma riduce significativamente la componente adiposa.

3. Correzione cause reversibili

  • Sospensione/sostituzione farmaci causativi
  • Perdita di peso (5-10%)
  • Eliminazione alcol e sostanze
  • Trattamento patologie endocrine

4. Terapia farmacologica (off-label)

Farmaci utilizzati:

  • Tamoxifene: efficace nel 60-80% casi recenti
  • Raloxifene: minori effetti collaterali
  • Inibitori aromatasi (Anastrozolo): bloccano conversione testosterone in estrogeni

 Non approvati in Europa per questa indicazione. Solo sotto controllo medico.

Ginecomastia uomo intervento: la soluzione chirurgica

L'intervento chirurgico è la soluzione definitiva quando:

✓ Ginecomastia persiste oltre 2 anni
✓ Causa disagio psicologico significativo
✓ Non risponde a rimedi conservativi
✓ Presenza tessuto ghiandolare consistente
✓ Eccesso cutaneo marcato

Tecniche chirurgiche

1. Liposuzione

Per ginecomastia falsa (solo grasso). Piccole incisioni, microcannule aspirano grasso. Cicatrici minime, recupero rapido.

2. Mastectomia sottocutanea
Per ginecomastia vera. Incisione periareolare, asportazione ghiandola. Cicatrice poco visibile.

3. Tecnica combinata (più comune)
Liposuzione + escissione per ginecomastia mista. Rimuove ghiandola e grasso, scolpisce profilo pettorale.

4. Mastoplastica riduttiva
Per grado III con eccesso cutaneo. Rimozione pelle, riposizionamento areola. Cicatrici più evidenti ma necessaria.

L'intervento

Durata: 1-3 ore (secondo gravità)

Anestesia:

  • Locale + sedazione: casi lievi-moderati, day hospital
  • Generale: casi complessi, ricovero 1-2 notti

Recupero:

PeriodoAttività
1-3 giorniRiposo, no doccia
4-7 giorniLavoro sedentario, guaina 24h
2-4 settimaneAttività normali, no sport
4-6 settimaneRipresa graduale sport
2-3 mesiRisultato estetico visibile
6-12 mesiRisultato definitivo

Risultati e complicanze

Risultati: Permanenti se si mantiene peso stabile e stile di vita sano.

Cicatrici: Periareolari (3-5 cm), poco visibili dopo 6-12 mesi nei gradi I-IIa. Più estese nel grado III.

Complicanze comuni (gestibili): gonfiore, ecchimosi, alterazione sensibilità temporanea.

Complicanze rare: sieroma, ematoma, infezione, asimmetria, ipertrofia cicatriziale.

Impatto psicologico

La ginecomastia causa:

  • Riduzione autostima e vergogna corporea
  • Ansia sociale (evitamento spiaggia, spogliatoi)
  • Difficoltà relazionali e nell'intimità
  • Limitazioni abbigliamento
  • Isolamento e sintomi depressivi

Risultati post-intervento: oltre il 90% dei pazienti è soddisfatto. Miglioramento significativo di autostima, qualità vita sociale/sessuale e benessere psicologico.

FAQ essenziali

La ginecomastia può scomparire da sola?
Sì, la ginecomastia puberale regredisce nel 75-90% dei casi entro 18-24 mesi. Nell'adulto, se causata da farmaci può migliorare sospendendoli. La forma persistente oltre 2 anni raramente si risolve senza intervento.

Quanto costa l'intervento?
In Italia: 3.000€-6.000€ secondo complessità. Non coperto da SSN (considerato estetico).

Le cicatrici sono visibili?
Nei gradi I-IIa sono periareolari e diventano poco visibili dopo 6-12 mesi. Nel grado III sono più estese ma strategicamente posizionate.

La ginecomastia può tornare?
Se rimossa completamente la ghiandola, non recidiva. Tuttavia, forte aumento di peso o steroidi possono causare accumulo di grasso.

A quale età si può operare?
Consigliabile attendere 17-18 anni (fine sviluppo puberale). In casi con grave disagio psicologico, valutabile anche prima con consenso genitoriale.

Il Dr. Ivan La Rusca: chirurgo plastico a Napoli

Il Dr. Ivan La Rusca è un chirurgo plastico specializzato in chirurgia estetica maschile con sede a Napoli. Con esperienza consolidata nel trattamento della ginecomastia, adotta un approccio personalizzato che combina competenza tecnica e attenzione alle esigenze del paziente.

Il percorso di cura

Durante la prima visita il Dr. La Rusca:

  1. Valuta il tipo di ginecomastia e il grado di severità
  2. Esegue esami diagnostici (ecografia, esami ematici)
  3. Analizza elasticità cutanea, distribuzione tessuti, simmetria
  4. Presenta risultati ottenuti su casi simili
  5. Propone la tecnica chirurgica più appropriata
  6. Risponde a domande e dubbi

Risultati naturali e sicurezza

L'obiettivo è restituire al torace armonia e naturalezza, eliminando l'eccesso di tessuto e scolpendo un profilo pettorale tonico. Ogni intervento è eseguito in strutture accreditate con massimi standard di sicurezza.

Prenota la tua visita

Se la ginecomastia sta condizionando la tua vita, prenota una consulenza con il Dr. Ivan La Rusca a Napoli. Durante il consulto riceverai:

✓ Diagnosi precisa
✓ Discussione obiettivi e aspettative
✓ Presentazione tecniche disponibili
✓ Valutazione costi e recupero
✓ Supporto nella decisione terapeutica

La ginecomastia non deve limitarti: soluzioni efficaci esistono. Affidarsi a un chirurgo esperto è il primo passo verso il recupero della fiducia in te stesso.


Conclusioni

La ginecomastia uomo è una condizione comune che può avere impatto significativo sul benessere psicologico. I rimedi naturali (dieta, sport) sono efficaci nelle forme lievi e nella pseudoginecomastia. L'intervento chirurgico rappresenta la soluzione definitiva per la ginecomastia vera o persistente, con risultati permanenti e alta soddisfazione.

Punti chiave:

✓ La ginecomastia puberale regredisce spontaneamente nel 75-90% dei casi
✓ Rimedi conservativi efficaci per ginecomastia falsa
✓ Intervento chirurgico definitivo per forma vera/persistente
✓ Scelta di chirurgo qualificato fondamentale
✓ Correzione migliora autostima e qualità di vita

Consulta il Dr. Ivan La Rusca a Napoli per una valutazione personalizzata e scopri il percorso terapeutico più adatto a te.

Vari Tipi Di Ginecomastia

In base alle cause che hanno avviato il processo di ginecomastia, vengono effettuate diverse classificazioni per determinare la diversa metodologia di intervento:

  • Ginecomastia congenita: causata da eredità genetica
  • Ginecomastia indotta: causata dall’assunzione di alcuni farmaci che alterano l’equilibrio ormonale.

 

Perchè ridurre la mammella ha effetti positivi sull’uomo?

Molti uomini, accertata la causa che ha determinato la propria ginecomastia, ricorrono all’intervento chirurgico di riduzione della stessa.
Gli studi condotti hanno dimostrato che gli effetti immediatamente visibili della riduzione della mammella producono riscontri positivi soprattutto a livello psicologico.
L’eliminazione del disagio infatti conferisce al paziente un ritrovato slancio sociale: migliorano le relazioni interpersonali e la vita sessuale.

 

Prima dell’intervento

Sono necessarie alcune precauzioni, al fine di ridurre il rischio di complicanze.
In particolare è molto importante:
Evitare di assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin C, ecc.).
Eliminare o ridurre il fumo almeno una settimana prima e dopo l’intervento (il fumo compromette la vascolarizzazione periferica, ed aumenta il rischio di sofferenza cutanea, in particolare negli interventi dove sono previsti estesi scollamenti).

Procurarsi una guaina compressiva in tessuto elastico, di misura adeguata al nuovo volume del torace.
Alla vigilia dell’intervento è consigliabile praticare un accurato bagno di pulizia completo. Non assumere cibi né bevande, a partire dalla mezzanotte.
Il giorno dell’intervento si raccomanda di mantenere rigorosamente il digiuno, eliminare qualsiasi oggetto metallico, indossare un indumento da notte completamente apribile sul davanti con maniche molto comode, di fibra naturale (cotone, seta) e abbigliamento intimo di tipo sportivo.

L’intervento

L’intervento di ginecomastia può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, o, più spesso, in anestesia generale. La scelta tra i due tipi di anestesia viene effettuata in base al tipo di tecnica da impiegare ed ai desideri del paziente. Poichè l’ infiltrazione di anestetico locale richiede diverse punture e provoca un momentaneo bruciore, ai pazienti che desiderano il massimo comfort durante l’ intervento viene consigliata una sedazione profonda o l’ anestesia generale, indipendentemente dalla tecnica impiegata.

Quando l’ingrandimento è determinato esclusivamente o con forte prevalenza dal tessuto adiposo (pseudoginecomastia), la ginecomastia può essere trattata con successo con un intervento di liposuzione.
Quando la componente di tessuto ghiandolare è notevole e non rimovibile mediante aspirazione è necessario effettuare una piccola incisione nella metà inferiore dell’ areola per consentirne l’ asportazione chirurgica. Solo in casi molto rari, quando oltre ad un notevole volume mammario è presente un grosso eccesso cutaneo, può essere necessario effettuare incisioni più visibili ed interventi più complessi di asportazione della ghiandola mammaria.

Trattamento post-operatorio

Subito dopo l’intervento viene applicato una guaina compressiva, che dovrà essere indossata notte e giorno per 6 settimane.
In base alle necessità, la profilassi antibiotica iniziata il giorno dell’ intervento sarà continuata durante la prima settimana postoperatoria. Sebbene il dolore non sia quasi mai intenso, una terapia antidolorifica verrà prevista e dosata per garantire un decorso confortevole.
Negli interventi che hanno richiesto estesi scollamenti cutanei, con asportazione chirurgica della ghiandola, è in genere necessario posizionare dei drenaggi in aspirazione, che rimuovendo gli accumuli sieroematici che si dovessero formare, prevengono la formazione di ematomi e/o infezioni. Nei casi in cui vengono impiegati, i drenaggi sono normalmente  necessari per 24-48 ore, o  sino a quando ci sarà raccolta siero-ematica, e non provocano dolore né fastidio.
Alla dimissione è raccomandato farsi accompagnare a casa in automobile.
E’ sempre presente dopo l’intervento, un certo grado di gonfiore che si riduce gradualmente fino a scomparire completamente dopo 7-10 giorni. Un modico grado di edema potrebbe persistere per qualche settimana o qualche mese.
Le suture esterne, ove presenti, vengono progressivamente rimosse a partire dalla decima-quindicesima giornata di decorso postoperatorio. E’ possibile praticare una doccia solo dopo 10 giorni; il trattenersi a lungo nella vasca da bagno non e’ consigliabile. Sarà quindi necessario che il paziente torni a controllo ogni settimana per i primi quindici giorni, e successivamente a 1, 3, 6 e 12 mesi dall’intervento. I controlli successivi, che restano necessari, sono su base annuale.

Dopo l’intervento

Qualche ora dopo l’intervento è già possibile alzarsi , anche se per i primi giorni è bene non sottoporsi a sforzi fisici eccessivi. E’ consigliabile nel primo periodo non utilizzare i muscoli pettorali e quindi non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto. Per almeno 2 settimane si raccomanda di non compiere movimenti con le braccia e non sollevare pesi.
Per almeno 2 settimane si sconsiglia di guidare l’automobile.
Per almeno 1 mese è bene evitare di dormire in posizione prona.
Per la ripresa delle attività lavorative, dell’attività sessuale, e dei viaggi è consigliabile far trascorrere 3 settimane.
Si può ricominciare a praticare gli sport che non sollecitano la muscolatura del busto e delle braccia ( es. jogging) dopo circa 3 settimane, mentre per quelli più intensi (es. tennis) sarà preferibile attendere almeno 6 settimane.

Dopo ogni intervento di chirurgia plastica è bene evitare l’esposizione al sole per almeno 4 settimane. Trascorso questo periodo ci si può esporre gradualmente ( iniziando con mezz’ora al giorno) avendo cura di proteggere le cicatrici con un prodotto solare a protezione totale.
Nella maggior parte dei casi i pazienti, più che vero e proprio dolore, riferiscono una sensazione di tensione, facilmente controllabile dai comuni analgesici.
E’ consigliabile, comunque, per i primi giorni, evitare di sollevare le braccia ed effettuare sforzi che, mettendo in tensione le ferite chirurgiche, possono provocare dolore.
Le cicatrici residue all’intervento di ginecomastia , che sono permanenti, divengono sempre meno evidenti con il passare del tempo. Il loro colore rossastro iniziale si schiarisce progressivamente, fino a camuffarsi con la pelle vicina nell’ arco di 6-12 mesi. La qualità finale delle cicatrici, tuttavia, dipende dalle caratteristiche della pelle di ciascun paziente, nonchè dall’ età. I pazienti più giovani tendono a formare cicatrici leggermente più evidenti, così come i pazienti di pelle scura.I risultati del trattamento chirurgico della ginecomastia sono permanenti, tuttavia l’asportazione incompleta della ghiandola determina una recidiva nel 10-15% dei casi.

Prima dell’intervento

Sono necessarie alcune precauzioni, al fine di ridurre il rischio di complicanze.
In particolare è molto importante:
Evitare di assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin C, ecc.).
Eliminare o ridurre il fumo almeno una settimana prima e dopo l’intervento (il fumo compromette la vascolarizzazione periferica, ed aumenta il rischio di sofferenza cutanea, in particolare negli interventi dove sono previsti estesi scollamenti).

Procurarsi una guaina compressiva in tessuto elastico, di misura adeguata al nuovo volume del torace.
Alla vigilia dell’intervento è consigliabile praticare un accurato bagno di pulizia completo. Non assumere cibi né bevande, a partire dalla mezzanotte.
Il giorno dell’intervento si raccomanda di mantenere rigorosamente il digiuno, eliminare qualsiasi oggetto metallico, indossare un indumento da notte completamente apribile sul davanti con maniche molto comode, di fibra naturale (cotone, seta) e abbigliamento intimo di tipo sportivo.

L’intervento

L’intervento di ginecomastia può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, o, più spesso, in anestesia generale. La scelta tra i due tipi di anestesia viene effettuata in base al tipo di tecnica da impiegare ed ai desideri del paziente. Poichè l’ infiltrazione di anestetico locale richiede diverse punture e provoca un momentaneo bruciore, ai pazienti che desiderano il massimo comfort durante l’ intervento viene consigliata una sedazione profonda o l’ anestesia generale, indipendentemente dalla tecnica impiegata.

Quando l’ingrandimento è determinato esclusivamente o con forte prevalenza dal tessuto adiposo (pseudoginecomastia), la ginecomastia può essere trattata con successo con un intervento di liposuzione.
Quando la componente di tessuto ghiandolare è notevole e non rimovibile mediante aspirazione è necessario effettuare una piccola incisione nella metà inferiore dell’ areola per consentirne l’ asportazione chirurgica. Solo in casi molto rari, quando oltre ad un notevole volume mammario è presente un grosso eccesso cutaneo, può essere necessario effettuare incisioni più visibili ed interventi più complessi di asportazione della ghiandola mammaria.

Trattamento post-operatorio

Subito dopo l’intervento viene applicato una guaina compressiva, che dovrà essere indossata notte e giorno per 6 settimane.
In base alle necessità, la profilassi antibiotica iniziata il giorno dell’ intervento sarà continuata durante la prima settimana postoperatoria. Sebbene il dolore non sia quasi mai intenso, una terapia antidolorifica verrà prevista e dosata per garantire un decorso confortevole.
Negli interventi che hanno richiesto estesi scollamenti cutanei, con asportazione chirurgica della ghiandola, è in genere necessario posizionare dei drenaggi in aspirazione, che rimuovendo gli accumuli sieroematici che si dovessero formare, prevengono la formazione di ematomi e/o infezioni. Nei casi in cui vengono impiegati, i drenaggi sono normalmente  necessari per 24-48 ore, o  sino a quando ci sarà raccolta siero-ematica, e non provocano dolore né fastidio.
Alla dimissione è raccomandato farsi accompagnare a casa in automobile.
E’ sempre presente dopo l’intervento, un certo grado di gonfiore che si riduce gradualmente fino a scomparire completamente dopo 7-10 giorni. Un modico grado di edema potrebbe persistere per qualche settimana o qualche mese.
Le suture esterne, ove presenti, vengono progressivamente rimosse a partire dalla decima-quindicesima giornata di decorso postoperatorio. E’ possibile praticare una doccia solo dopo 10 giorni; il trattenersi a lungo nella vasca da bagno non e’ consigliabile. Sarà quindi necessario che il paziente torni a controllo ogni settimana per i primi quindici giorni, e successivamente a 1, 3, 6 e 12 mesi dall’intervento. I controlli successivi, che restano necessari, sono su base annuale.

Dopo l’intervento

Qualche ora dopo l’intervento è già possibile alzarsi , anche se per i primi giorni è bene non sottoporsi a sforzi fisici eccessivi. E’ consigliabile nel primo periodo non utilizzare i muscoli pettorali e quindi non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto. Per almeno 2 settimane si raccomanda di non compiere movimenti con le braccia e non sollevare pesi.
Per almeno 2 settimane si sconsiglia di guidare l’automobile.
Per almeno 1 mese è bene evitare di dormire in posizione prona.
Per la ripresa delle attività lavorative, dell’attività sessuale, e dei viaggi è consigliabile far trascorrere 3 settimane.
Si può ricominciare a praticare gli sport che non sollecitano la muscolatura del busto e delle braccia ( es. jogging) dopo circa 3 settimane, mentre per quelli più intensi (es. tennis) sarà preferibile attendere almeno 6 settimane.

Dopo ogni intervento di chirurgia plastica è bene evitare l’esposizione al sole per almeno 4 settimane. Trascorso questo periodo ci si può esporre gradualmente ( iniziando con mezz’ora al giorno) avendo cura di proteggere le cicatrici con un prodotto solare a protezione totale.
Nella maggior parte dei casi i pazienti, più che vero e proprio dolore, riferiscono una sensazione di tensione, facilmente controllabile dai comuni analgesici.
E’ consigliabile, comunque, per i primi giorni, evitare di sollevare le braccia ed effettuare sforzi che, mettendo in tensione le ferite chirurgiche, possono provocare dolore.
Le cicatrici residue all’intervento di ginecomastia , che sono permanenti, divengono sempre meno evidenti con il passare del tempo. Il loro colore rossastro iniziale si schiarisce progressivamente, fino a camuffarsi con la pelle vicina nell’ arco di 6-12 mesi. La qualità finale delle cicatrici, tuttavia, dipende dalle caratteristiche della pelle di ciascun paziente, nonchè dall’ età. I pazienti più giovani tendono a formare cicatrici leggermente più evidenti, così come i pazienti di pelle scura.I risultati del trattamento chirurgico della ginecomastia sono permanenti, tuttavia l’asportazione incompleta della ghiandola determina una recidiva nel 10-15% dei casi.

Prima dell’intervento

Sono necessarie alcune precauzioni, al fine di ridurre il rischio di complicanze.
In particolare è molto importante:
Evitare di assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin C, ecc.).
Eliminare o ridurre il fumo almeno una settimana prima e dopo l’intervento (il fumo compromette la vascolarizzazione periferica, ed aumenta il rischio di sofferenza cutanea, in particolare negli interventi dove sono previsti estesi scollamenti).

Procurarsi una guaina compressiva in tessuto elastico, di misura adeguata al nuovo volume del torace.
Alla vigilia dell’intervento è consigliabile praticare un accurato bagno di pulizia completo. Non assumere cibi né bevande, a partire dalla mezzanotte.
Il giorno dell’intervento si raccomanda di mantenere rigorosamente il digiuno, eliminare qualsiasi oggetto metallico, indossare un indumento da notte completamente apribile sul davanti con maniche molto comode, di fibra naturale (cotone, seta) e abbigliamento intimo di tipo sportivo.

L’intervento

L’intervento di ginecomastia può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, o, più spesso, in anestesia generale. La scelta tra i due tipi di anestesia viene effettuata in base al tipo di tecnica da impiegare ed ai desideri del paziente. Poichè l’ infiltrazione di anestetico locale richiede diverse punture e provoca un momentaneo bruciore, ai pazienti che desiderano il massimo comfort durante l’ intervento viene consigliata una sedazione profonda o l’ anestesia generale, indipendentemente dalla tecnica impiegata.

Quando l’ingrandimento è determinato esclusivamente o con forte prevalenza dal tessuto adiposo (pseudoginecomastia), la ginecomastia può essere trattata con successo con un intervento di liposuzione.
Quando la componente di tessuto ghiandolare è notevole e non rimovibile mediante aspirazione è necessario effettuare una piccola incisione nella metà inferiore dell’ areola per consentirne l’ asportazione chirurgica. Solo in casi molto rari, quando oltre ad un notevole volume mammario è presente un grosso eccesso cutaneo, può essere necessario effettuare incisioni più visibili ed interventi più complessi di asportazione della ghiandola mammaria.

Trattamento post-operatorio

Subito dopo l’intervento viene applicato una guaina compressiva, che dovrà essere indossata notte e giorno per 6 settimane.
In base alle necessità, la profilassi antibiotica iniziata il giorno dell’ intervento sarà continuata durante la prima settimana postoperatoria. Sebbene il dolore non sia quasi mai intenso, una terapia antidolorifica verrà prevista e dosata per garantire un decorso confortevole.
Negli interventi che hanno richiesto estesi scollamenti cutanei, con asportazione chirurgica della ghiandola, è in genere necessario posizionare dei drenaggi in aspirazione, che rimuovendo gli accumuli sieroematici che si dovessero formare, prevengono la formazione di ematomi e/o infezioni. Nei casi in cui vengono impiegati, i drenaggi sono normalmente  necessari per 24-48 ore, o  sino a quando ci sarà raccolta siero-ematica, e non provocano dolore né fastidio.
Alla dimissione è raccomandato farsi accompagnare a casa in automobile.
E’ sempre presente dopo l’intervento, un certo grado di gonfiore che si riduce gradualmente fino a scomparire completamente dopo 7-10 giorni. Un modico grado di edema potrebbe persistere per qualche settimana o qualche mese.
Le suture esterne, ove presenti, vengono progressivamente rimosse a partire dalla decima-quindicesima giornata di decorso postoperatorio. E’ possibile praticare una doccia solo dopo 10 giorni; il trattenersi a lungo nella vasca da bagno non e’ consigliabile. Sarà quindi necessario che il paziente torni a controllo ogni settimana per i primi quindici giorni, e successivamente a 1, 3, 6 e 12 mesi dall’intervento. I controlli successivi, che restano necessari, sono su base annuale.

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