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Otoplastica: il rimedio alle orecchie a sventola

Di Dott. La Rusca

Otoplastica: il rimedio alle orecchie a sventola

L’operazione di chirurgia estetica dedicata alla correzione degli inestetismi delle orecchie si chiama otoplastica.

Grazie a questo intervento è possibile liberarsi delle cosiddette “orecchie a sventola” che tanto sono di imbarazzo per alcune persone, ma anche correggere malformazioni, orecchie grandi e sproporzionate, asimmetrie.

L’otoplastica permette di rimodellare la cartilagine dei padiglioni auricolari, correggerne la dimensione e la forma e intervenire anche sui lobi. Ci si rivolge a questo intervento solo quando l’inestetismo di cui si è soggetti comporti un vero e proprio disagio psicologico che compromette la qualità della vita.

Le orecchie sono difficili da nascondere, per questo motivo un inestetismo in quella zona può causare molto imbarazzo. Imbarazzo che una semplice operazione coma la otoplastica, adatta anche ai bambini, può allontanare. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Chi può sottoporsi all’otoplastica

L’otoplastica è una procedura chirurgica adatta ad un ampio bacino di pazienti, dai bambini e adolescenti tra i 4 e i 14 anni fino agli adulti.

Grazie a questa operazione, gli inestetismi delle orecchie vengono eliminati permanentemente senza nessun tipo di traccia o cicatrice ed è adatta a chi trova d’ostacolo l’aspetto delle proprie orecchie. Spesso, l’intervento è richiesto da alcuni pazienti anche per ragioni pratiche, come il dolore causato dai caschi, in moto o su altri veicoli, alle orecchie troppo sporgenti.

Per quanto riguarda i bambini, sono spesso i genitori a decidere di intervenire, avvertendo il malessere del figlio che viene magari preso in giro a scuola. In questo caso, l’età minima per sottoporsi all’otoplastica è di 4-5 anni, l’età in cui finisce lo sviluppo delle orecchie e della cartilagine auricolare.

pazienti perfetti per l’intervento di otoplastica sono coloro che hanno:

  • Orecchie troppo sporgenti, dette “a sventola”
  • Orecchie troppo grandi
  • Asimmetria della sporgenza dei padiglioni o delle pieghe cartilaginee
  • Lobi lesionati o sproporzionati
  • Padiglioni dismorfici
  • Malformazioni congenite o dovute a traumi

In cosa consiste l’intervento di otoplastica

L’otoplastica è un intervento davvero molto semplice. Di seguito ti elenchiamo tutti i passaggi:

  • Anestesia: l’intervento ha luogo in anestesia locale associata a sedazione. Dopo gli esami di routine, l’anestesista seda il paziente e controlla i parametri vitali per tutta la durata dell’operazione.
  • Intervento: L’otoplastica non lascia alcuna cicatrice poiché le incisioni vengono fatte dietro l’orecchio. Il chirurgo incide la pelle in quel punto per arrivare alla cartilagine ed elimina una piccola porzione di cute, riposizionando la membrana cartilaginea in modo che non sia così sporgente rispetto alla testa. In questo modo, le orecchie vengono riportate in posizione normale e rese simmetriche. Se piccola o assente, poi, il chirurgo può anche ricreare l’antelice, ossia la piegatura sul lato alto dell’orecchio. La piega cartilaginea appena formata viene suturata e così anche la cute dell’incisione dietro all’orecchio.
  • Bendaggio: per supportare la forma delle nuove orecchie, viene applicata una benda elastica sulla parte superiore della testa.

Otoplastica: il post-operatorio

Questo intervento non richiede un ricovero del paziente che, una volta finito, può tranquillamente tornare a casa. Per i primi giorni, il paziente indosserà un bendaggio elastico che serve a controllare il gonfiore, favorire la cicatrizzazione e a proteggere la zona operata.

Il dolore è quasi assente e comunque controllabile con semplici antidolorifici. Già dopo una settimana, i pazienti adulti possono già tornare al lavoro e alle proprie attività abitudinali, i bambini, invece, dovranno prendersi una vacanza più lunga dalla scuola per evitare colpi accidentali.

L’otoplastica è pur sempre un’operazione e come tale può avere dei rischi. In genere, questo intervento è sicuro e sono rare le possibilità di infezione, ecchimosi o tessuto ipertrofico. Nel caso si presentassero, queste controindicazioni sono facilmente risolvibili.

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