Negligenza, Imprudenza, Imperizia Prenota un
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NEGLIGENZA, IMPRUDENZA, IMPERIZIA

Negligenza

Il vocabolo deriva dal latino negligere, ossia nec eligere, non scegliere. Viene ad indicare un comportamento omissivo, un’inerzia, una pigrizia, che contrasta con le norme comuni di buon senso, che impongono una condotta sollecita ed accorta diretta ad impedire il verificarsi di un evento dannoso o pericoloso.

Un atteggiamento quindi di trascuratezza della condotta del medico.

Non è negligente il medico che omette di fare un determinato esame o di provvedere a determinati mezzi di cura, ma colui che omette di applicare senza giustificati motivi ciò che la maggioranza dei suoi colleghi applica.

Imprudenza

Individua il soggetto che non sa, non prevede, non sospetta. Il termine, per i latini, indicava un atto involontario, non intenzionale, comunque contrario al buonsenso. Essa è sinonimo di avventatezza, insufficiente ponderazione, e implica sempre una scarsa considerazione per gli interessi altrui.

Non è imprudente chi affronta un rischio connesso all'uso di un determinato mezzo diagnostico o terapeutico, ma chi ricorra a trattamenti rischiosi che in identiche condizioni la maggioranza dei colleghi eviterebbe;

Imperizia

Dal latino sinonimo di inesperienza, consiste nell’incapacità tecnica all’esercizio di una determinata funzione. Tra i suoi connotati si riscontrano l’ignoranza e l’inabilità da scarsa cultura e scarsa pratica professionale.

Non è imperito il professionista che ha dimostrato di non possedere la migliore tecnica curativa, medica o chirurgica, ma colui che non possiede il grado di abilità che la maggioranza dei suoi colleghi di pari esperienza o specializzazione possiede;

 

La colpa medica sorge nel caso di ignoranza dei principi elementari incompatibile con il minimo di cultura e di esperienza che dovrebbe legittimamente pretendersi da chi sia abilitato all'esercizio della professione sanitaria, nonché nel caso di noncuranza di quelle norme fondamentali che ogni professionista non può e non deve ignorare.

In chirurgia estetica l'omessa o carente informazione al paziente (consenso informato) configura unagrave negligenza e fonda di per sé una responsabilità del professionista anche se la prestazione sanitaria viene eseguita in concreto senza errori. Si è addirittura affermato il principio della violazione del consenso del paziente persino in chiave colposa, nel senso di fare scaturire una responsabilità penale a titolo di colpa per lesioni personali, a carico del sanitario esecutore di intervento chirurgico sull'erroneo convincimento, ascrivibile a sua negligenza o imprudenza, dell'esistenza della preventiva espressione di un regolare consenso del paziente.

In definitiva, il consenso si pone come condizione di liceità dell'intervento terapeutico, mentre la necessaria e preliminare informazione da parte del medico è condizione di validità del consenso medesimo.

L’esecuzione di interventi chirurgici in ambienti non idonei, come “studi attrezzati”, può configurare una responsabilità professionale di imprudenza, ovvero contraria alle regole fondamentali che la comune esperienza consiglia per tutelare la salute del paziente, eseguendo il trattamento chirurgico con modalità ed in ambiente non adeguati per la tipologia di intervento.

L’assenza di Specializzazione in Chirurgia Plastica può configurarsi come imprudenza e negligenza: difatti l’operatore, non avendo le conoscenze specifiche dello specialista, può compiere atti contrari alle regole fondamentali che la comune esperienza consiglia per tutelare la salute del paziente, effettuando procedure intra e postoperatorie non corrette; inoltre il chirurgo non specialista può avere una condotta omissiva, nel senso di non svolgere ciò che la scienza medica consiglia di fare nel caso concreto.