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Chirurgia Plastica ed Estetica
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FAQ

QUALE CHIRURGO SCEGLIERE?

In Italia non esistono leggi adeguate a tutela del paziente per la scelta dello specialista. Qualsiasi laureato in Medicina e Chirurgia può praticare la "Chirurgia Estetica" o "Chirurgia Plastica" anche senza specializzazione. Il tutto viene complicato dall'attrazione del campo dell'estetica verso molti medici che credono così di poter aumentare facilmente i propri guadagni senza correre rischi, in quanto viene ritenuta una chirurgia di "facile esecuzione".

Di fatto solo la specializzazione in "Chirurgia Plastica" è riconosciuta a livello universitario, mentre non esiste specializzazione in chirurgia estetica. Inoltre, non si può definire chirurgo plastico, chi non abbia esperienza di ricostruzione o patologia dei tessuti (dalla chirurgia della cute sino a quella dei muscoli e delle ossa). Coloro che hanno frequentato scuole estere, come il Brasile, la maggior parte delle volte hanno acquistato solo conoscenze sulla chirurgia estetica, senza aver acquisito nozioni di chirurgia ricostruttiva.

Pertanto sino a quando gli interventi vanno bene, ognuno è in grado di sostenere la propria bravura, mentre quando insorge una complicanza solo in pochi sono in grado di capire e risolvere i problemi. In conclusione bisogna sempre informarsi se il chirurgo a cui ci si affida abbia una specializzazione congrua (guardare alla denominazione "specialista in chirurgia plastica" e non "chirurgo estetico o plastico") e se abbia una attività scientifica adeguata, sinonimo di studio e aggiornamento professionale.

Per quest'ultimo punto esistono delle società specifiche, come la Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, (S.I.C.P.R.E.) la cui iscrizione è possibile solo dopo un'attenta valutazione del curriculum.

QUANTO COSTA UN INTERVENTO?

Molte sono le variabili che possono incidere sul costo di un intervento chirurgico. Bisogna sempre considerare che ci sono dei costi fissi, come l'onorario della clinica, i materiali utilizzati (come fili di sutura, drenaggi, medicazioni ed eventuali protesi), onorario dell'anestesista, e prezzi variabili che comprendono l'onorario del professionista. Quando un chirurgo chiede dei prezzi apparentemente convenienti, la maggior parte delle volte sta risparmiando sulle prime voci, ovvero sulla sicurezza dei mezzi impiegati.

Bisogna sempre accertarsi che l'intervento venga eseguito in strutture idonee e con materiali sicuri: La legislazione italiana vieta interventi chirurgici al di fuori di strutture sanitarie idonee, come le cliniche; eseguire interventi presso studi medici che non hanno ambienti tali da garantire un ricambio continuo dell'aria, delle zone filtro per evitare la contaminazione dell'ambiente operatorio, presidi di rianimazione o un sistema di trasporto proprio per il paziente in caso di emergenza in altre strutture (che non può essere certo l'ascensore dello stabile), non garantisce l'incolumità del paziente in caso di emergenza.

Per quanto riguarda i presidi, tanto per citare un esempio, si può considerare che le protesi mammarie costano non meno di 1000€ la coppia; tra queste le case produttrici più prestigiose a livello internazionale sono la Mentor e la McGhan (Allergan); diversi sono gli studi scientifici a supporto di questo tipo di protesi, tale da assicurarne una qualità e sicurezza elevata e difatti sono garantite a vita. Inoltre le case produttrici precedentemente citate sono le uniche ad aver avuto l'autorizzazione dalla "Food and Drug Administration" all'impianto di protesi mammarie al silicone.

L'impiego di protesi di qualità scadente, fa si risparmiare dei soldi, ma può pregiudicare il risultato a distanza di tempo, e si ripercuote sulla sicurezza del paziente. Per concludere bisogna sempre valutare un intervento chirurgico nella sua globalità, e non fermarsi solo sul prezzo. A titolo di esempio numerosi sono gli articoli su giornali o periodici in cui sono indicati i prezzi medi degli interventi di chirurgia plastica.

QUALE TIPO DI ANESTESIA EFFETTUARE

La maggior parte dei pazienti non vuole sentire parlare di anestesia generale, preferendo effettuare interventi in anestesia locale, così da far apparire la metodica chirurgica meno invasiva. Molti chirurghi si prestano al gioco effettuando anestesie "moderne", talvolta profonde, senza la necessità di "intubare" il paziente.

Tali metodiche, denominate neuroleptoanalgesie, utilizzano tecniche combinate di sedazione e respirazione artificiale superficiale, e non sono prive di rischi: se interviene un problema, come un'ipossia grave o uno shock anafilattico, l'anestesista deve intubare il paziente per recuperare le sue funzioni primarie; se questo non riesce, il tutto durante l'esecuzione di un intervento chirurgico, la salute del paziente può essere seriamente pregiudicata.

Pertanto a volte è meglio effettuare un'anestesia generale mediante l'intubazione delle vie aeree, con la riduzione dei rischi a priori, piuttosto che far apparire al paziente un intervento di facile esecuzione, "senza essere addormentato", ma con rischi generici maggiori.

Concludendo, nonostante il progredire delle tecniche anestesiologiche ha molto ridotto il rischio di complicanze intraoperatorie, la scelta del tipo di anestesia deve sempre avvenire secondo un giudizio ben ponderato tra paziente, chirurgo e anestesista. E' sempre necessario garantire la sicurezza dal paziente prima di tutto, trattandosi di interventi effettuati in soggetti di buona salute, che non devono correre assolutamente rischi inutili.

LE TECNICHE INNOVATIVE

Le procedure di chirurgia estetica sono ormai standard e collaudate; fra queste ricordiamo la blefaroplastica, l'otoplastica, la rinoplastica, il lifting, la mastoplastica additiva, riduttiva e mastopessi e la liposuzione.

Ogni tanto capita di leggere un articolo su periodici di "tecniche innovative" con procedure rivoluzionarie che sostituiscono le tecniche standard; ebbene nella maggior parte dei casi si tratta o di piccole variazioni enfatizzate (liposuzione e liposcultura sono sinonimi), o di tecniche nuove senza il dovuto controllo a distanza degli effetti su più pazienti.

Essendo la chirurgia estetica diventata un "business" in mano a molti, specialisti e non, ognuno cerca di differenziarsi rispetto agli altri pubblicizzando una novità. Il rischio è quello di sperimentare le cosiddette "tecniche innovative" sui paziente con risultati discutibili; si ricorda, infatti, che in campo medico legale si definisce "imprudenza" l'uso di un trattamento la cui efficacia non sia documentata, al posto di uno la cui efficacia sia certa. E' utile quindi sempre valutare la specializzazione ed il curriculum scientifico del chirurgo a cui ci si sta affidando.

ELIMINARE ADIPOSITÀ LOCALIZZATE E CELLULITE SENZA CHIRURGIA

Il 90% dei pazienti sarebbero pronto ad affrontare qualsiasi trattamento per eliminare le adiposità localizzate e la cellulite. Ma mai un intervento chirurgico.


The American Society for Aesthetic Plastic Surgery
Il desiderio delle donne di avere un corpo migliore coniugato ad un basso grado di rischio è stato un concetto da sempre noto ai produttori di cosmetici: difatti numerose sono le creme che promettono miracoli con la semplice applicazione dei prodotti 2-3 volte al dì per un tempo imprecisato. I risultati sono di "mantenimento" o lieve miglioramento con una spesa non da poco riportata nell'ambito di anni.

Da qualche anno anche il campo della medicina estetica ha capito questo concetto e difatti ogni sei mesi esce un macchinario in grado di "migliorare" l'aspetto corporeo in modo semplice, evitando l'intervento chirurgico. Si è partiti dalla mesoterapia, si è passati attraverso l'ozono terapia e si è approdati alla tanto di moda cavitazione. I trattamenti sono numerosi (almeno 6-8 procedure), non certo economici (200-600€) e dai risultati non prevedibili (nessuno garantisce un risultato finale - "iniziamo e vediamo come la paziente risponde"). Inoltre le metodiche non sono prive di rischi (la mesoterapia impiega un quantitativo di farmaci dagli effetti non sempre prevedibili in grado di scatenare crisi anfalittiche dalle gravi conseguenze), ed effettuate la maggior parte delle volte in ambienti non attrezzati per un eventuale rianimazione (studi medici).

A volte è meglio effettuare un unico intervento chirurgico dai risultati certi, in ambiente protetto (clinica con rianimazione), assistiti da un anestesista rianimatore in grado di governare qualsiasi emergenza, e dai costi chiari sin dall'inizio (un'unica spesa per tutta la vita).
E' sempre meglio affidarsi a Medici e non a Maghi.

L'IMPORTANZA DELLE ETICHETTE

Considerato l'innumerevole numero di prodotti usati in Medicina e Chirurgia Estetica (Acido Ialuronico e Tossina Botulinica per citare i più conosciuti) si rende necessario conoscere precisamente il tipo di prodotto impiegato. Ormai tutte le case produttrici hanno inserito, insieme al prodotto, etichette autoadesive specificanti il nome del prodotto ed il numero di lotto.

Così come per le protesi mammarie, la conoscenza precisa della sostanza utilizzata può rendere più agevole il controllo dell'impianto a distanza di tempo, anche da parte di specialisti diversi. E' importante, quindi, che il medico rilasci l'etichetta del prodotto utilizzato al paziente, a dimostrazione che il prodotto è di importazione legale e a garanzia della salute del paziente.

CENTRI DI CHIRURGIA ESTETICA

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un proliferare di centri di chirurgia estetica di cui "Corporación Dermoestética" è stata il capostipite.

E' pertanto doveroso precisare alcuni particolari su questi centri:
Il rapporto medico paziente è limitato in quanto il primo approccio si ha con una figura non sempre laureata in medicina che ha solo lo scopo di confortare il paziente e convincerlo all'intervento; solo in un secondo momento compare il chirurgo, per un colloquio preoperatorio, e per quello post operatorio. Inoltre è possibile che nel corso dei mesi seguenti altri chirurghi possono avvicendarsi, senza alcun rapporto tra loro.

I chirurghi che afferiscono a questi centri sono limitati nei contatti interpersonali con i pazienti per evitare che possano sottrarli al centro stesso; sono pagati a prestazione con basse percentuali su ogni intervento.
Nulla si sa del curriculum dei chirurghi che operano, della loro specializzazione, e, se pubblicate, sono informazioni generiche e poco attendibili.

A volte viene richiesta l'intera somma a saldo dell'intervento prima della procedura stessa, e se questa non viene eseguita, come per problematiche dovute ad accertamenti preoperatori, la garanzia della restituzione della somma versata non è certa.
In caso di insoddisfazione da parte dei pazienti, si ci trova davanti un muro di gomma, ed i rapporti tornano ad essere con il personale non medico del centro, sopraggiungono difficoltà a comunicare con il chirurgo operatore, ed in casi estremi, i rapporti sono demandati ad avvocati ben pagati dalle strutture in oggetto.

Concludendo il rapporto fiduciario tra medico e paziente viene completamente svilito per fini commerciali che poco hanno a che fare con la professione medica.

 

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