Dito scatto napoli

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Dito a Scatto

Alla radice delle dita, i tendini flessori (che fanno piegare il dito) sono contenuti in una guaina, un po' come il filo del freno della bicicletta.
Dito scatto napoli

Il dito a scatto è una patologia di tipo infiammatorio dovuta alla restrizione della guaina che contiene i tendini flessori, responsabili del piegamento delle dita.

La restrizione della guaina ostacola il normale scorrimento dei tendini all’interno della guaina: quando si piega il dito, il tendine “forza” la parte più ristretta della guaina, detta puleggia, e si ha uno scatto doloroso.

Il dito può restare bloccato in posizione flessa, e costringere il paziente a raddrizzarlo con l’altra mano, provocando un nuovo scatto doloroso.

A lungo andare il restringimento della guaina strozza i tendini che, a monte dell’ostacolo, si dilatano formando un nodulo: il nodulo limita ancora di più lo scorrimento del tendine.

Dito a scatto: come e perché si verifica

Il restringimento della guaina tendinea, responsabile del dito a scatto, è generalmente dovuto all’uso intenso o ripetuto della mano, che irrita la guaina. Il dito a scatto può essere causato da:

• movimenti ripetuti di presa, uso delle forbici o di cacciavite

• piccoli traumi ripetuti, come l’uso di graffettatrici o di timbri

• gotta e artrite reumatoide

• uso professionale degli strumenti musicali.

Le dita più colpite sono l’anulare e il pollice, spesso in maniera bilaterale.

Dito a scatto: come riconoscerlo

Il dito a scatto si manifesta con dolore alla base del dito o delle dita colpite. Il sintomo più comune ed evidente è lo scatto doloroso durante i movimenti, che si verifica di solito dopo il riposo notturno. La situazione tende a migliorare nel corso della giornata, ma comunque può accadere che il dito resti bloccato in posizione piegata o dritta.

Dito a scatto: il trattamento e l’intervento chirurgico

La diagnosi del dito a scatto avviene attraverso il riconoscimento dei segni clinici caratteristici.

Per il dito a scatto esistono due tipi di trattamento possibile:

• i casi iniziali possono essere trattati con un breve periodo di immobilizzazione e con i farmaci anti-infiammatori.

• i casi più gravi, in cui lo scatto avviene frequentemente e il dito si blocca, richiedono di essere trattati con un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico per il dito a scatto è eseguito in day surgery e in anestesia locale.

L’intervento consiste nell’apertura della parte ristretta della puleggia, allo scopo di allargare lo spazio a disposizione per lo scorrimento del tendine. L’area operata viene poi ricucita con dei punti di sutura; è possibile l’applicazione di un drenaggio per 24/48 ore.

Dito a scatto: il trattamento post-operatorio

Subito dopo l’intervento, il paziente è posizionato in modo da tenere la mano in alto: l’elevazione dell’arto è importante per prevenire il sanguinamento e il gonfiore delle dita.

È buona norma tenere la mano al di sopra del livello del cuore: da sdraiati si può usare un cuscino per tenere la mano in alto; quando si cammina si deve evitare di lasciar pendolare la mano verso il basso.

Per facilitare la guarigione si può applicare un tutore a sostegno dell’arto operato. Le estremità delle dita vengono lasciate libere, in modo da poter osservare la vascolarizzazione della mano. La rimozione dei punti avviene tra il 14esimo e il 21esimo giorno.

La mobilizzazione precoce del dito è incoraggiata, perché permette un rapido recupero della funzionalità della mano: dopo l’intervento il paziente viene invitato a fare esercizio per muovere il dito operato, ma sempre con cautela ed evitando sforzi e movimenti bruschi. Cicli di fisioterapia possono essere prescritti.

Le cicatrici residue sono inizialmente rosse e rilevate, ma diventano meno evidenti con il passare del tempo. Per proteggerle è importante non esporle al sole per almeno 6-10 mesi dopo l’intervento, proteggendole eventualmente con creme solari a schermo totale.

 

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