INTERVENTI
Autotrapianto capelli
La calvizie è un processo dinamico che, sfortunatamente, procede in un' unica direzione.
L'obiettivo dell' autotrapianto non è quello di riportare i capelli ad una densità e distribuzione identica a quella dell' età giovanile, ma piuttosto quello di utilizzare al meglio l'area di donazione disponibile per contrastare efficacemente, nel corso degli anni, l'avanzamento della calvizie.
L'area di donazione è normalmente quella occipitale; i capelli, quando vengono spostati ed innestati in un'area di calvizie, mantengono le caratteristiche proprie del sito di provenienza, e quindi non cadranno come è invece accaduto ai capelli che inizialmente occupavano quella zona. I capelli della regione occipitale non risentono dell'influenza ormonale e quindi sono resistenti nel tempo. Questo principio è il fondamento di tutte le tecniche di autotrapianto che consentono, infatti, di ripopolare permanentemente un'area di calvizie.
L' autotrapianto non è una tecnica in grado di creare nuovi capelli, ma può solo riarrangiare quelli disponibili. Gli autotrapianti comunemente utilizzati sono quelli con innesti monobulbari o contenenti al massimo 2-3 capelli (rispettivamente micro e mini innesti). Il risultato di questa tecnica è particolarmente soddisfacente e naturale, e l' unica attuale limitazione è data dalla natura progressiva della calvizie, che obbliga ad una attenta programmazione degli interventi di rinfoltimento.
Durante la visita viene stabilito quanti capelli sono realmente disponibili per il trattamento. Questo dipende da una serie di fattori che vanno valutati attentamente: colore dei capelli, densità, tipo (es. lisci o sottili), età del paziente. In generale i migliori risultati sono ottenibili con i capelli di colore scuro, che contrastano moderatamente con la pelle, e di tipo spesso.
Lo scopo dell' autotrapianto di capelli è di ottenere un risultato che abbia un buon aspetto per i successivi 15-20 anni, prima di richiedere un ulteriore rinfoltimento a causa dell' avanzamento della calvizie. Questo non è generalmente un problema con pazienti di 40-45 anni che accettano di buon grado una linea di demarcazione non molto avanzata, ma è difficile da accettare per un venticinquenne che di regola vuole ottenere i capelli più folti e naturali possibili. Tuttavia, è proprio il paziente di 25 anni, che richiederà verosimilmente un nuovo rinfoltimento intorno a 45 anni, ad aver bisogno della programmazione più accorta e di un approccio conservativo.
Prima dell'intervento
Prima dell' intervento è consigliabile lasciar crescere i capelli fino ad una lunghezza moderata, non tagliandoli per un paio di settimane. Questo consentirà di camuffare più agevolmente le aree trattate, subito dopo l' esecuzione della procedura.
Per almeno una settimana prima e dopo l' intervento è necessario evitare l' assunzione di aspirina ed altri farmaci antinfiammatori come l' ibuprofene.
Le bevande alcoliche vanno evitate nelle 48 ore precedenti e successive all' intervento.
Il giorno dell' intervento si consiglia di lavare a fondo i capelli con un normale shampoo.
L'intervento
L' intervento viene normalmente eseguito in anestesia locale. Sebbene siano richieste diverse punture, la procedura è ben tollerata, anche se talvolta è richiesta una sedazione.
In base alle necessità, vengono utilizzati vari tipi di innesto, classificabili in base alle dimensioni: Standard, Mini e Micro. Gli innesti standard, ormai quasi abbandonati, sono di dimensioni relativamente grandi (4 mm.) e trovano utilizzo per il rinfoltimento di aree non particolarmente esposte; contengono fino a 10 capelli per innesto. I miniinnesti, circa 2 mm. di dimensione, richiedono di essere sistemati in numero molto maggiore per ottenere una densità paragonabile a quella degli innesti standard, ma offrono un aspetto molto più naturale.
I microinnesti contengono solo uno o due capelli, e rappresentano il meglio per naturalezza del risultato e sfruttamento ottimale delle aree di donazione. Sono anche la tecnica di più delicata esecuzione, ed è normalmente necessario procedere all' impianto di diverse centinaia di innesti per seduta, giungendo fino ai limiti di 2000 microinnesti per sessione. Considerando tutti i fattori, la tecnica di rinfoltimento normalmente eseguita è un compromesso che prevede un certo numero di miniinnesti, accompagnati da microinnesti per il rinfoltimento delle aree più esposte e visibili.
Possibili complicanze
L' autotrapianto di capelli è un intervento molto sicuro, che presenta pochi possibili rischi:
Sanguinamento: Occasionalmente si può verificare un modesto sanguinamento subito dopo l' intervento, che viene controllato con la compressione esterna, o, in rari casi, con l' apposizione di un piccolo punto di sutura
Infezioni: Le infezioni sistemiche sono una evenienza estremamente rara, e normalmente rispondono alla terapia con i più comuni antibiotici.
Follicolite localizzata è un infezione della sede di un innesto, e si manifesta con la comparsa di una piccola lesione rossa ed infiammata diversi giorni o settimane dopo l' intervento. Il trattamento consiste nello svuotamento della lesione e nell' applicazione di pomata antibiotica per pochi giorni: normalmente non compromette la crescita del capello innestato.
Iperestesia al sito di donazione: Alterazioni della sensibilità cutanea in corrispondenza del sito di donazione sono piuttosto comuni e correlate al processo di cicatrizzazione. Si tratta di fenomeni temporanei, della durata di poche settimane.
Cisti dermoidi: si verificano quando una piccola area di epitelio viene completamente ricoperta dall' innesto. La cute in profondità continua a produrre sebo, generando una piccola cisti che dovrà essere asportata con un piccolo intervento in anestesia locale.
Trattamento post-operatorio
Normalmente non è richiesta nessuna medicazione dopo l' intervento. Un leggero sanguinamento è normale durante la prima notte, e, per questo motivo, è possibile coprire l'area trattata con delle garze sterili.
Il dolore, se presente, è moderato, e controllabile con i comuni analgesici. Durante la prima notte dopo l' intervento è consigliabile riposare con il capo sollevato utilizzando un paio di cuscini.
I capelli possono essere lavati quattro giorni dopo l' intervento, usando un normale shampoo.
E' importante asciugare il cuoio capelluto senza strofinarlo.
E' in genere possibile riprendere la propria attività lavorativa il giorno dopo l' intervento. Il lieve gonfiore che può comparire alla fronte ed intorno agli occhi regredisce in due o tre giorni.
I punti di sutura che vengono applicati nell' area di donazione sono rimossi dopo 10 giorni.
L' esposizione al sole e/o al calore va evitata per due settimane.
L' intervento non è doloroso. Il principale fastidio è legato alla durata della procedura, diverse ore, ed alla necessità di mantenere una posizione obbligata sul lettino operatorio.
Dopo l'intervento
Dopo l' intervento, oltre ad un modesto gonfiore, si formano delle piccole croste ematiche che cadono spontaneamente in 1-2 settimane. E' possibile accelerare leggermente questo processo utilizzando dell' acqua ossigenata per la medicazione.
La cicatrice del sito di donazione è normalmente poco visibile, ma in alcuni casi può risultare ipertrofica o diastasata; E' necessario attendere dai 6 agli 8 mesi per valutare il suo aspetto definitivo e per eventuali ritocchi della stessa.
I capelli trapiantati cadono, nel periodo successivo all' intervento, assieme alle piccole croste ematiche che li ricoprono. Questo è perfettamente normale, poiché il follicolo resta e darà origine ad un nuovo capello. Il processo di ricrescita richiede circa tre mesi, durante i quali l' area trattata apparirà priva di capelli. Questo non deve causare preoccupazione, poiché il risultato finale giustifica e compensa l' attesa.
